Dal 18 Marzo al 27 Marzo ore 21.00
Nei giorni del 23 e 24 Marzo il teatro rimarrà chiuso.
 
Mangiami l'anima e poi sputala 
    ispirato dal romanzo omonimo di Giovanna Furio

    Selezione Premio Scenario 2007

di e con Licia Lanera e Riccardo Spagnulo 
assistente alla regia Maria Elena Germinario
luci Carlo Quartararo
scene Gianluigi Carbonara
oggetti di scena Nunzia Guacci
collaborazione tecnica Frank Lamacchia
organizzazione Elisabetta Lapadula
grafica Alessandra di Ridolfo
 
Si ringrazia per la collaborazione
Fabrica#Famae e lo Spazio O.F.F. di Trani
 
"Gesù ha sofferto le carni della donna e dell'uomo e sa benissimo che il desiderio e il piacere sono alla base della creazione. Quindi la donna sarà il frumento della sua casa, quindi la donna sarà il pane quotidiano, quindi la donna sarà il male e la pietà del male, il bene e la pietà del bene. Quindi la donna avrà in sè tutte le contraddizioni care a Gesù: la tenerezza e l'oblio, la condanna e l'assoluzione, il parto e il figlio, la luce e la tenebra."
Alda Merini
 
La donna, il femminile, avanza lentamente fino a rivelare il suo volto.
L'uomo, il maschile, è appeso a un grande crocifisso, immobile, capelli lunghi e panno bianco. Aspetta.
La preghiera di redenzione che innalza la donna fa compiere il miracolo inatteso: Cristo muove la sua testa fino a incontrare lo sguardo della disperata.
Questo incontro, questo cortocircuito genera un'esplosione e una deframmentazione del concetto d'amore e di religione, di anima e di corpo, che si fronteggiano e si fondono in una storia d'amore e di purificazione.
Cristo, uomo tra gli uomini, un extracomunitario del sentimento, offre il suo amore al grado zero, terreno, cioè il più semplice, ma incontra le resistenze e le barricate messe in piedi dalla donna, vincolata da una spiritualità dogmatica e restrittiva.
Il racconto della storia, ombroso ed grottesco, sfiora a tratti una sorta di formulario del kitsch, che domina il senso religioso del Sud, tra altarini-museo e riti personali, trasformando la scena in una discarica religiosa.
 

SINOSSI DELLO SPETTACOLO
Una bigotta del Sud si reca in una chiesetta di campagna: è innamorata di Gesù Cristo e, attraverso una sfegatata preghiera, riesce a farlo scendere dalla croce e a portarselo a casa.
Le aspettative della bigotta, però, vengono disattese perché questo Gesù è diverso dallo stereotipo: parla albanese, fuma e cerca di convincere la donna che l'amore fisico sia un passo necessario per raggiungere il bene supremo.
Si crea così un gioco al massacro: Gesù cerca di spiegare la sua personale religione attraverso una serie di prove che lei deve superare; così dopo quiz, lezioni di aerobica, barzellette e danze di purificazione riesce ad avere la meglio sulla spiritualità dogmatica della bigotta (rappresentata dagli insert sonori di Radio Maria).
Il matrimonio dovrebbe suggellare l'unione felice, ma la tragedia è dietro l'angolo: la prima notte di nozze viene vissuta da lei come un affronto doloroso; così, sentitasi violata nell'intimo, uccide Gesù a colpi di mannaia.
 
INGRESSO
posto unico platea 12 euro
ridotto  7 euro